La posizione strategica nell’ambito del bacino mediterraneo ha reso la città di Mazara molto ambita e nel corso dei secoli tutta una serie di dominazioni si sono susseguite: Fenici, Greci, Cartaginesi, Romani, Bizantini, Arabi, Berberi, Normanni, Angioini, Aragonesi e Borboni.
I primi insediamenti umani nell’area di Mazara risalgono all’era paleolitica superiore.
Intorno all’XI secolo a.c. i Fenici fecero di Mazara un importante scalo mercantile che sfruttarono per i loro commerci marittimi.
Nel VII secolo la città entrò nell’orbita della vicina colonia greca di Selinunte di cui divenne un importante emporio.

Il periodo selinuntino coincise con una fase di grande sviluppo urbano che vide una considerevole espansione della città.
Nel 406 a.c. Mazara passò sotto il dominio di Segesta che con l’aiuto dei cartaginesi guidati da Annibale sconfisse Selinunte.
La dominazione romana iniziò sul finire della seconda guerra punica ed è testimoniata dai numerosi ritrovamenti: sarcofagi, urne cinerarie, lapidi funerarie, mosaici e ville romane.
Il periodo si protrasse fino all’occupazione da parte dei Vandali e dei Goti e, in seguito, dei bizantini (intorno al 535 d.c.) che segnò un periodo di decadimento socio-culturale della città.

In seguito all’avvento degli arabi in Sicilia, l’isola fu divisa in tre circoscrizioni: Val di Mazara (la più estesa territorialmente), Val Demone e Val di Noto.
Mazara conobbe un periodo di crescita demografica sotto la dominazione araba diventando la seconda città della zona del Vallo, dopo Palermo, con trentamila abitanti.
La città, inoltre, si risvegliò dal punto di vista economico diventando un importante centro giuridico e commerciale.
L’agricoltura conobbe un notevole sviluppo grazie alle coltivazioni di agrumi e alle nuove tecniche d’irrigazione.

L’impronta lasciata dagli arabi sul tessuto urbano si manifesta principalmente nella configurazione stradale del centro storico, comunemente conosciuto sotto il nome di Casbah e caratterizzato da un intricato dedalo di vicoli e viuzze.
Nel 1072 la città passò nelle mani dei Normanni di Ruggero d’Altavilla e fu istituita la diocesi di Mazara.
Ruggero racchiuse lo spazio urbano con possenti mura di cinta di cui ancora oggi restano alcune tracce, costruì un elegante castello e una splendida cattedrale per ridare vigore alla religione cattolica.
Lo stemma della città di Mazara del Vallo richiama proprio le principali opere compiute dai Normanni.

Nel 1075 gli arabi riuscirono a riprendere possesso della città ma furono rapidamente scacciati dalla controffensiva normanna e dalle eroiche gesta del condottiero Mokarta (a cui è dedicata l'omonima piazza).
Dopo la dominazione normanna, Mazara conobbe un nuovo periodo di depressione sotto il regno di Federico II di Svevia: la produzione agricola calò drasticamente e l’attività portuale fu ridotta.
Alla morte di Federico II di Svevia, la corona passò a Carlo I d'Angiò, che assunse il titolo di re di Sicilia nel gennaio 1266.
Alla fase angioina seguì quella aragonese caratterizzata da un periodo di decadenza politica ed economica.
In seguito al trattato di Utrecht del 1713, la Sicilia e Mazara passarono ai Savoia che regnarono per soli cinque anni.

Nel 1718 gli spagnoli cercarono di invadere Mazara ma furono sopraffatti dall’avanzata degli austriaci.
Dopo sedici anni di dipendenza austriaca, Carlo di Borbone riunì le sorti della Sicilia e quelle di Napoli, vincendo sugli austriaci nella battaglia di Bitonto del 1734.
Durante il dominio borbonico sorsero numerosi insediamenti residenziali e, lungo le sponde del Mazaro, si svilupparono vari stabilimenti per la lavorazione del pesce e dell'uva.
Mazara oggi è il porto peschereccio più importante d'Italia e il secondo in Europa.
Nel 2010 la città è stata riconosciuta dall'Assessorato regionale alle Attività Produttive come comune a economia prevalentemente turistica e città d'arte.