Numerosi sono gli appuntamenti folkloristici, religiosi e culturali che costellano il calendario della comunità mazarese.
Uno degli eventi maggiormente attesi è senza dubbio la festa di San Vito, patrono della città, che viene celebrata durante l’ultima settimana di agosto.
I festeggiamenti durano cinque giorni e si articolano seguendo varie fasi.
Si comincia con l’annuncio del festinoda parte di un gruppo gioioso che percorre le vie principali della città e annuncia l’inizio dei festeggiamenti; in seguito ha luogo una processione per trasportare la statua del Santo dalla chiesa di San Vito in Urbe alla chiesa di San Vito a mare e gli splendidi giochi pirotecnici, denominati jocu di focu a diunu, sul suggestivo sfondo del lungomare.

Momento focale delle celebrazioni di San Vito è la processione a quadri viventi che rievoca la vita del Santo attraverso centinaia di personaggi in costumi d’epoca che portano in processione il simulacro per le vie di Mazara. Il festino di San Vito si conclude con l’imbarco della statua del Santo e il simbolico corteo marittimo con tutta la flotta peschereccia.
Un’altra ricorrenza religiosa molto sentita dai mazaresi è la processione della Madonna del Paradiso, patrona della diocesi e con-patrona della città, che ha luogo nel mese di luglio. 
La stagione estiva mazarese offre innumerevoli spettacoli teatrali, culturali e musicali e la notte di ferragosto la spiaggia di Tonnarella s’illumina al fuoco di tantissimi falò che rischiarano il buio per celebrare l’estate.

Mazara del Vallo possiede un ricco patrimonio museografico disseminato nei suoi principali musei: il museo civico che raccoglie reperti che vanno dal periodo eneolitico a quello bizantino; il muso diocesano che presenta una preziosa collezione di opere d’arte liturgiche create da grandi maestri artigiani; il museo ornitologico che espone diverse varietà di mammiferi e volatili; la chiesa di san Bartolomeo che comprende uno spazio espositivo dedicato ai ritrovamenti archeologici del territorio mazarese; il museo del Satiro che ospita la famosa scultura bronzea ritrovata casualmente nel canale di Sicilia nel 1998.