Il tessuto urbano di Mazara del Vallo è costellato dalle numerose tracce artistiche lasciate dalle diverse culture e dominazioni che si sono alternate nel corso dei secoli.
Uno degli elementi urbani che richiama palesemente l’impronta araba è l’intricato impianto viario che caratterizza il centro storico.
La configurazione del quartiere della Casbah riproduce i sentieri dedalici delle medine islamiche e conferisce un tratto orientale alla città.
La principale piazza di Mazara del Vallo è piazza della Repubblica dominata dalla statua di San Vito, patrono della città, e circondata da stupendi palazzi: la Cattedrale, il Palazzo vescovile e il palazzo del Seminario dei Chierici che ospita il museo Diocesano.

La cattedrale fu costruita in epoca normanna in concomitanza dell’istituzione del vescovato di Mazara e custodisce varie opere d’arte come il gruppo marmoreo della trasfigurazione di Antonello Gagini.
Tuttavia rimangono poche tracce dello stile normanno (il transetto e l’abside) che è stato soppiantato dall’avvento dell’epoca barocca e dalla sua ricchezza decorativa.
Il massiccio portale che caratterizza la facciata della cattedrale è decorato da un bassorilievo cinquecentesco che raffigura Ruggero I che combatte contro gli arabi.
Al periodo normanno risale anche la chiesa di S. Niccolò Regale, edificata nel 1124 e siutata nella zona del porto.
Questa splendida chiesa si contraddistingue per la pianta quadrata con cupola centrale, tre absidi e la presenza di mosaici paleocristiani.

Passeggiando tra le vie di Mazara si apprezzano altri edifici religiosi di rara bellezza: la chiesa del Carmine con le sue cupole emisferiche, la chiesa di San Francesco che con la sua policromia rappresenta degnamente il barocco siciliano, la chiesa di San Michele restaurata nel ‘600, la chiesa di S. Ignazio e il vicino ex-collegio dei Gesuiti, la chiesa di Santa Caterina o ancora la chiesa di S. Egidio.
La chiesa di San Michele ospita ancora oggi una comunità di monache di clausura che preparano artigianalmente i famosi muccuneddi, tipici dolci ripieni di conserva di zucca.
Un’altra piazza degna di nota è la piazza Mokarta, nel cuore del centro storico e a pochi passi dal lungomare Mazzini, caratterizzata dalla presenza dell’Arco Normanno che rappresentava l’ingresso del castello costruito da Ruggero I per difendere la città dai saraceni.

Ospitato nell’omonimo museo, il Satiro danzante rappresenta il vero e proprio vanto della città di Mazara.
La statua di bronzo fu recuperata casualmente nelle acque del canale di Sicilia da un peschereccio mazarese ed è rapidamente diventata un simbolo della città.
Risalente all’epoca ellenica, la scultura rappresenta un giovane, piegato sul fianco destro, con le braccia tese in avanti, i capelli al vento e sul punto di compiere un salto.